STREMASS LE PORE


 

STREMASS
Le veglie invernali nelle stalle

E' sera, ha inizio l' ora dello "Stremàss". Nel buio delle contrade trapela la fioca luce del "lumì" ( lumino ) a petrolio appeso al soffitto della stalla, cuore della casa nel lungo periodo invernale. Non tutte le famiglie hanno una stalla solo per loro; ve ne sono di quelle con due o più proprietari. Allora avviene che a "stremàss" si trovi riunito un buon numero di persone, il che rafforza le parentele e le amicizie, e le serate sono proprio belle.
Se poi, fuori, le stelle tremulano per il grande gelo e la "bisia la tira zö
la pèl del müs" ( l' aria frizzante scortica la pelle della faccia ) è un vero piacere essere tutti uniti, immersi nel caldo fiato delle "àche" ( mucche ). Stasera anche noi vogliamo fare idealmente "stremàss".
Svelti si entra nella stalla, con l'accorgimento di chiudere bene la porta perchè non entri «'na ampàda de frèt» (una vampata di freddo). «Bancài e banchèi» (panche e sgabelli) sono tutti occupati.  Le ombre dei presenti tremulano alla fiammella del «lumì» appena valido a creare una parvenza di chiaro.

Ciononostante, le donne lavorano tutte: fanno «scarpète» (calzette), filano lana, rammendano; le più anziane si accontentano «de scarminà» (scardassare) la lana nostrana.  Gli uomini invece «i fà nigòt» (fanno niente).  Il tempo di riposo per loro si riduce a ben poco, pertanto, si possono permettere questa licenza.  Sono tornati sotto Natale ed ai primi di febbraio riprenderanno la valigia.
Ed ora, tra una pipata e l'altra, - come è buono l'odore di tabacco nella stalla! - fanno discorsi a cui prendono parte anche le donne, ma con discrezione per rispetto agli uomini.  Si parla dei lavori della campagna nell'ultima stagione, de «l'andamènt del bestiàm» (dell'andamento del bestiame), delle tribulazioni degli emigranti, delle vicende del paese, però senza malignità perchè - dicono le nonne - «le maraèe le sta bè ‘n pìa a l'iiss» (le meraviglie, le malignità stanno bene dietro l'uscio; ed è come dire: ognuno ha le sue mende). Alle volte, in ricorrenze particolari, si dice in comune la corona del Rosario. Certe sere vi è anche un qualche «moròs» (fidanzate), non tutte perchè non starebbe bene, è contro il buon costume. 

Successivo


 

 

 

MAIL USVISIT US

Webmaster  Mirko Rossi "Chel de Bianca" -  Copyright © 2001 - Tutti i diritti riservati - E' vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dei proprietari