DETTI POPOLARI


 

DETTI POPOLARI

Duplice è stato il mio intento nella raccolta e nella pubblicazione di detti popolari canetesi. In primo luogo, ho pensato che una saggezza così genuina, così vivida e così arguta dimostrando la ricchezza morale dei nostri antenati, meriti un perenne riconoscimento.
In più, ritengo i detti un patrimonio culturale tale da essere conservato gelosamente ed anche una miniera ricca di insegnamenti validi in ogni tempo e quindi degni di essere tramandati.  Se poi tutti non sono di marca prettamente canetese, quelli di importazione, assumendo la nostra parlata, hanno preso le tinte delle nostre caratteristiche, si sono fusi nelle nostre situazioni così da entrare nell'uso corrente con perfetta adesione al nostra ambiente ed alla nostra arguzia nel significato che racchiudono in sè sotto il velame delle parole.

Nella fiducia che il mio intento sia condiviso dai miei generosi lettori, a loro li presento.
 
                       - Ademiro Tomasi - 

 

L' è pü balòs che sant
( E' più furbo che santo )

L' è quel che va zö n' del canèl che' l lüstra la pel
( E' quello che va giù nello stomaco che lustra la pelle )

Quèl che 'l gà 'n del cör 'l gà 'n boca
( Quello che ha in bocca, l' ha nel cuore )

Camisa nèta l' è sübit laàda
( Camicia pulita è subito lavata )

Ogni bindù 'l gà la sua diusiù
( Ogni scavezzacollo ha la sua devozione )

 


 

 

 

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