Liberamente tratto da " Caro vecchio paese " di Ademiro Tomasi
 

Canè ( frazione di Vione, nell' Alta Valcamonica in provincia di Brescia ) 

Volendo citare uno storico potremmo cominciare riportando le parole di Padre Gregorio Brunelli, senza dubbio il nostro concittadino più illustre: "Un miglio distante ( da Vione ) a mattina sopra la spiaggia di Romana giace Caneto." ( 1698 ).

   
Foto Pino Veclani per Concessione Aeronautica Militare RCS n° 1 del 29-11-1999 

Ed è qui che "Caneto giace", una striscia a discreta pendenza longitudinale, passando dai 1475 metri di altitudine, ai 1520. Il terreno su cui è costruito il paese è parte di una radura naturale che si estende da metà dorsale fino al fondo valle e quindi attorniato in tutte le direzioni da aree un tempo tutte coltivate. In posizione arretrata rispetto alla direttiva est-ovest, non è sottoposto alla corrente dei venti che spirano dalla bocca del Tonale.
Da marzo a ottobre, nelle ore mediane del mattino, si alza un venticello a regime di brezza mitigando piacevolmente il clima estivo.

L' abitato, che si trova ad essere un intersezione di tre vie principali, propone molte occasioni di incontrare costruzioni la cui costituzione è ancora allo stato originale. Case, fienili, stalle, "tabià" rimaste come erano secoli fa, ci permettono di compiere, seppur con la fantasia, un volo nel passato dei nostri avi e delle nostre origini. Il paese è circondato dalla campagna, un tempo tutta coltivata sotto ed ai lati prevalentemente a seminativo, sopra prevalentemente a prato; indi la salita boschiva profilata dal crinale del Corèn de Canè ( Bles), della Crispina e dalle cime del gruppo del Mataciöl ai cui piedi sta la valle di Canè.
La posizione del paese, in virtù del libero orizzonte e dell' altitudine, consente una visone panoramica meravigliosa per tutto il comprensorio che dal Montozzo, al Tonale, al Castellaccio, al Salimmo, all' Adamello e oltre fino alle prime cime delle Alpi Orobiche.


Disegno di F. Tirandi



La via Agù ( el viàl de Gö )
Foto Pino Veclani


Il paese visto dal Panicià ( G4 - 32 )
( sullo sfondo Temù, Pontagna e Ponte di Legno )

 

Padre Gregorio Brunelli = a riguardo scrive lo storico Bernardo Biancardi ( notaio di Vione CA 1650 ) : " Insigne predicatore e lettore riformato, francescano nella veneta provincia, per nome al secolo Pietro di Giovanni, religioso di somma virtù e politica, di grande e giusto maneggio e meritatamente degno di elogi.  Servì di confessore Silvestro Valerio Principe di Venezia.

L'anno 1695 restò a pieni voti eletto custode di quella Provincia e finalmente l'anno 1698, in cui dopo aver scritto altre opere in elegante stile, mandò in luce l'Istoria di Valcamonica, assurse al Provincialato di sì alma Provincia.  Durante il Giubileo del 1700 assistette al Capitolo Generale di Roma.  Creato nel 1705 Commissario Generale nella Polonia, verso cui era istradato, gli convenne ripigliare adietro il viaggio per l'ingresso otturatogli dalle torbidissime et atrocissime guerre in quel Regno.

L'anno 1707 fu creato Commissario Generale a questa provincia di Brescia, dalla qual carica ne riportò eterni applausi.
Passò al Cielo il 14 marzo 1713 nel convento di Gesù di Treviso. "
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