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I seguenti itinerari sono stati tratti da un' ormai storico depliant
redatto dalla PRO LOCO di Vione
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Case
de Blès
(m 2100); Còren de Canè ( Cima Blèis m 2609) - sentieri: CAI84-3-66 (ore 4,30;
impegnativa).
Raggiungere
la Cròs, sopra le case alte di Canè; poco oltre, seguendo la strada di
sinistra, raggiungere le baite di Saline. Superatele,
tenersi sempre a sinistra pervenendo a Fontana Guciola.
Proseguire per la strada che sale a destra e, a un bivio,
continuare sempre a destra.
Attraverso
pascoli e pinete si perviene alle Case de Blès, in prossimità di
un'altra fontana (ore 2,15 da Canè).
Da qui, per salire al Corno de Blès bisogna fare molta
attenzione perchè il sentiero è poco riconoscibile. Bisogna comunque
puntare ad una vasta morena che scende dal corno. Si sorpassa il
Funtanì di Pagà e si risale la morena tenendosi sempre nella
fascia centrale, tralasciando sia le pareti bianche sulla sinistra che
la cresta rocciosa sulla destra, entrambe pericolose.
Tenendosi sempre nel canalone centrale che scende perpendicolarmente
dalla cima, si giunge alla croce del Còren de Canè.
Dalla vetta si può ammirare uno stupendo panorama su Adamello e
Presanella.
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Case
del Chìgol
(m 1824); Cima Bleis di Somalbosco (m 2619),- Trincerone
della bocchetta di Valmassa (m 1452) - sentieri: CAI 65-3-55
(ore 4).
Seguendo la strada
che porta nella Val di Cané giunti ai cartelli del Parco imboccare a
destra ( segnavia 3 ) la vecchia strada militare che attraverso una pineta e
poi ampi pascoli porta alle case di Chìgol, in eccezionale posizione
panoramica su tutta l'alta Valcamonica.
La
strada continua, diventando poi sentiero e attraverso pascoli e pinete
giunge in prossimità delle di roccate baite di Valmassa (m 2173, ore 3
da Canè), per immettersi poi sul sentiero militare (segnavia 55) che
porta alla bacchetta di Valmassa dove si può ancora ammirare il trinceron,
opera militare della guerra 1915-18, ancora oggi in apprezzabile
condizione.
Per
salire invece al Corèn de Canè ( Cima Blèis ) abbandonare il sentiero
militare in prossimità dei ruderi di baracche che si vedono un po' più
in alto a destra e seguire lo stretto sentiero che sale zigzagando alla
vetta.
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Valzaròten
(m 2214); Laghecc (m 2601) - sentieri: CAI 65 - PNS 19
(ore 4, impegnativa).
Itinerario
che percorre tutta la Val di Canè, penetrando nel Parco dello Stelvio,
con possibilità di avvistamento di marmotte e camosci. La strada
percorre la valle sulla sinistra orografica del Fumeclo e giunge a
Cortabona, ampio spiazzo prativo con area da pic-nic allestita dal
Parco, nelle cui vicinanze si trova anche la Palazzina delle Guardie,
poco oltre la sbarra. Seguendo i sentieri che portano verso la testata
della valle attraverso pascoli caratteristici, si giunge al vasto
anfiteatro di fondovalle.
Riattraversato il Fumeclo su un ponticello di tronchi ci si alza
sul sentiero che si inerpica tra ciuffi di rododendri e, sorpassate
alcune rocce rese viscide da una cascatella, si
giunge
alle baite di Valzaròten, parzialmente distrutte dalle valanghe e
dall'abbandono (ore 2,30
da
Canè).
Siamo nella zona naturalistica del Parco.
Il
sentiero prosegue dietro le baite alzandosi verso un primo dosso di
testata della valle segnalato da
ometti
in pietra, attraversa alcuni torrentelli e giunge infine alla selletta
dove sono posti i laghècc che
si
trovano facilmente ghiacciati sin verso la metà di luglio.
Panorama stupendo.
Con altra mezz'ora di cammino su sentiero ben
segnalato ci si può portare sulla cresta di Pietrarossa, a strapiombo
sulla Val Grande di Vezzo d'Oglio.
Nel
ritorno, giunti a Cortabona, si può attraversare il ponticello e
percorrere l'altro sentiero sulla destra orografica della valle: esso
fiancheggia numerosi cespugli di rododendro che da metà giugno a metà
luglio fanno rosseggiare il sottobosco con la loro magnifica fioritura.
Si giunge alle cà del pont, confine del parco, e qui ci
sono due possibilità: continuare sul sentiero alto (segnavia 3) fino a
Saline e poi scendere a Canè, oppure abbassarsi sul sentiero parallelo
(segnavia 65) e attraverso le località Vialacc e S. Antonio pervenire a
Canè.
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Saline - Plasa Redonda (m 1904); Canali de la Tor (m
2125) - sentiero: CAI 84 (ore 2,45).
Raggiungere le case di Saline seguendo il primo
itinerario . Subito dietro
le case imboccare la strada al centro che sale ripida verso la pineta.
Proseguendo su di essa si perviene a Plasa Redonda, ampio spiazzo
con un roccolo in disuso (ore 1, 15 da Canè).
Posto panoramico tra i migliori. Seguendo poi la mulattiera che
si alza a monte di Plasa Redonda si attraversano due altri spiazzi
prativi (mandre de sòta e mandre de sòra) e boschetti di ontano
selvatico e si giunge a Plasa Presanàlt, proprio ai piedi del canali de
la tòr. Al
culmine del
canalino si trovano rovine della torre nella quale si rifugiavano gli
abitanti della zona per sfuggire alle incursioni dei nemici, ancora ai
tempi di Carlo Magno, nonché rovine di fortificazioni e di abitazioni
in pietra.
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Baita del Coleazzo (m 2240) - sentiero: CAI 65 (fino a
Cortabona).
Raggiungere
la località Cortabona con il terzo itinerario . Proprio a fianco della fontana del Parco si stacca una strada
che si innalza nella pineta e si congiunge dopo una ventina di minuti
con un sentiero che, a mezza costa, giunge dalla palazzina delle
Guardie. Seguendo questo
sentiero che attraversa pinete e boschetti di ontano selvatico, si sbuca
poi in ampi pascoli. Attraversandoli
e alzandosi dolcemente, tenendosi sempre sulla destra si arriva alla
baita del Coleazzo, balcone di eccezionale panoramica sull'Adamello e
sulla Presanella. Sullo
spiazzo davanti alla baita c'è un tavolo da pic-nic del Parco e sulla
destra della baita c'è una piccola fontana, preziosa perché la zona è
priva d'acqua. |

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Premia ( sullo sfondo il Còren
de Canè )
Foto Pino Veclani - clicca per ingrandire
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Premia (m
1491); Fonte ferruginosa -
sentiero: CAI 67 (ore 0,30).
Passeggiata di tutto riposo che porta a una
magnifica conca prativa ai piedi del Còren de Canè ( Cima Bleis ).
Dalla strada più alta di Canè, percorrendola verso sinistra, si sbocca
su una strada pianeggiante e panoramica che in poco meno di mezz'ora
porta a Premia, caratteristico agglomerato di case nella valle di Vione contornato da estesi
prati.
Prima di arrivare a Premia, con una piccola deviazione quando si giunge
al Crocefisso, imboccare sulla sinistra il sentierino che si abbassa
nella pineta e in pochi minuti si giunge alla fonte ferruginosa.
Da Premia, volendo, si può ritornare a Canè
facendo il giro alto: al bivio del Crocefisso di Premia prendere la
strada a destra che porta dapprima alla località Doc e poi, tenendosi
sempre sulla destra, a Saline, per poi scendere in paese.
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Monte Coleazzo
(m 3006) - sentiero: CAI 65 o PNS 19 fino a Cortabona (ore 4,30,
impegnativa).
Seguendo l'itinerario e) si giunge fino a Cortabona.
Sulla destra della fontana parte una strada, che poco dopo
diventa sentiero e si inoltra nella pineta.
A un bivio si volta decisamente a sinistra e si ritorna verso la
testata della Valle di Canè, su un sentiero che attraversa pinete,
ontani selvatici e pascoli. Si giunge al Balù de la Stortiana ,immenso macigno ai piedi
dei canali che scendono dal Coleazzo, cima centrale delle tre che i
presentano davanti. Tenendosi
sulla destra del canalino centrale si risale un pendio dapprima un po'
franoso e poi più sicuro, anche
se nella parte terminale devono essere attraversate delle roccette che
richiedono una certa attenzione perché facilmente bagnate e scivolose.
Dalla vetta, che incombe sulla Val Canè e sulla Valle delle
Messi, il panorama è tra i più belli della Valcamonica.
Possibilità di vedere camosci e stambecchi.
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