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Il
Natale, festa di pienezza religiosa nel Mistero della Nascita, ha in
sè una nota di intimità familiare particolare favorita dalla
stessa natura e dalla vita della gente.
Già da tempo dal Mataciól è discesa la neve a conquistare la
valle e il paese. Nel
riposo invernale il panorama richiama il raccolto silenzio del
presepio e l'attività, ora tutta in casa, rende più intima la
famiglia completata dal ritorno degli emigranti.
Con gli arnesi del mestiere hanno levato dalla valigia i
consunti indumenti che le donne rappezzeranno nelle ore serali dello
«stremàss». Durante
le lunghe sere invernali, nel caldo distensivo della stalla, amoroso
si fa l'agucchiare mentre gli uomini raccontano le vicende della
passata stagione all'estero.Questa
semplicità di vita propizia il Natale che sta per arrivare.
La novena introduce spiritualmente nell'atmosfera natalizia.
La funzione è solenne; inizia sul tardi, al calare della
oscurità, così che vi può partecipare anche chi accudisce le
bestie.
La chiesa è subito gremita; sull'altare maggiore la doppia fila dei
candelabri con tutte le candele accese illumina a festa.Servono
in tunica rossa e cotta bianca quattro giovanotti reduci
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dall'emigrazione.
Dal
turibolo scosso energicamente escono nuvole d'incenso a profumare
misticamente la chiesa.
Voci maschili si alternano alle voci femminili nella recita
della corona «Ave Maria... Santa Maria ... » e all'unisono
è il canto del Miserere durante la processione che il sacerdote
compie seguito dai servienti nell'interno della chiesa.All'uscita
dalla suggestiva cerimonia non manca la mamma che dice alla vicina
con commossa soddisfazione: «Che brài i nòs zoegn; se vet pròpe
che anche a girà '1 mont i resta sèmper i stèss» (che bravi i
nostri giovani; si vede proprio che anche a girare il mondo
rimangono sempre gli stessi).
Altro compito molto gradito dai giovanotti, che per
costumanza è svolto dai coscritti dell'anno, è la preparazione
dell'albero di Natale.
Nel bosco coperto di neve hanno scelto il miglior «pagherì» che
alla sera nella stalla di una coscritta, «matèle e matèi»
adornano con festoni di carta colorata e con una stella dorata «nfiorà
'1 pagherì».Prima che scocchi la mezzanotte è issato sulla cupola
del campanile e l'ora della Nascita è annunciata dal suono
dell'allegrezza. |
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