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LE
CA' DE CA'
(Le case del paese)
«Dic,
dic, tris só tút» (dategli, dategli, buttate giù tutto), apostrofa
indignato il nonno fermo davanti al «tabià» che i muratori stanno
ristrutturando per adibirlo ad autorimessa.
«Ardì
che '1 vegnarà magare amò bù '1 bròs de la gràsa» (guardate che
non venga ancora buono il carretto del letame). «I tèmp i-è cambià,
nono», gli rispondono quelli con un po' d'ironia ed anche di
compatimento.
Spinti dalla ristrutturazione in atto del paese, diamo uno sguardo
alle strutture originali che man mano vengono cancellate.
Gettare solette, abbattere pareti, ampliare porte e finestre,
fare della masserizia locali di abitazione significa cambiare
completamente la fisionomia delle nostre case e quindi del paese.
Valendoci di ciò che ancora rimane e delle notizie pervenuteci
dalla tradizione orale sulla vita e sui costumi, cercheremo di
ricostruire l'ambiente strutturale e di impiego del passato. Le origini
del nostro paese danno per certo
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l'inizio
alla vita con l'attività contadina.
Chi furono i primi a stabilirsi da noi, lo vedremo quando
tratteremo della storia. Per
queste origini, le case vengono costruite con criteri di funzionalità,
badando alla utilità pratica più che ad una ubicazione geometrica
regolare dei vari ambienti.
Noi, per la nostra descrizione, ci riferiremo ad un prosieguo di tempo
lontano dalle origini, ma sempre ad una buona distanza dáll'attuale.
Considerati il numero degli abitanti di allora e le loro possibilità,
la costruzione di una casa è lenta.
Elevati i muri periferici «le fasère» e il tetto, i locali
si costruiscono in vari tempi, uno ora, uno poi, secondo possibilità
e necessità d'impiego. Da
qui, l'ubicazione irregolare. Ovviamente
le case non sono costruite secondo un modello unico; varie sono le
disposizioni, ma unico il criterio di utilità, come un-ico è lo
stile dei corridoi stretti e con scalinate ripide e delle finestre
strette e basse. In tutto il paese si differenzia una mezza
dozzina di case a corridoi ampi e scalinata comoda. Si può
seiiz'altro pensare a case padronali, fatte costruire da persone
abbienti e con un discreto patrimonio terriero acquistato in loco.
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